venerdì 16 aprile 2010

Li sordati bboni


Peformed live and direct @ Padova il 9 Maggio 2010 by: Adriano Bono & Torpedo Sound Machine




Li sordati bboni

Subbito c’un Zovrano de la terra
crede c’un antro (1) j’abbi tocco (2) un fico, (3)
disce ar popolo suo: «Tu sei nimmico
der tale o dder tar (4) re: ffàjje (5) la guerra».

E er popolo, pe sfugge (6) la galerra
o cquarc’antra grazzietta che nnun dico,
pijja lo schioppo, e vviaggia com’un prico (7)
che spedischino in Francia o in Inghirterra.

Ccusí, pe li crapicci (8) d’una corte
ste pecore aritorneno a la stalla
co mmezza testa e cco le gamme storte.

E cco le vite sce se ggiuca (9) a ppalla,
come quela puttana (10) de la morte
nun vienissi da lei (11) senza scercalla. (12)



23 maggio 1834



Note autografe di Belli: (1) Altro. (2) Gli abbia toccato. (3) Fico: qui sta per un «nonnulla». (4) Tal. (5) Fagli. (6) Per isfuggire. (7) Plico. (8) Capricci. (9) Ci si giuoca. (10) Per bene pronunziare le due antecedenti parole, si deve considerarle quasi fossero unite, di modo che l’accentuazione non cada che sulla prima a di puttana. (11) Non venisse da sé. (12) Cercarla.

Un vero e proprio manifesto contro la guerra. Chi parla è pur sempre un popolano, ma in questo sonetto mi pare si senta forte anche la voce del poeta stesso, profondamente contrario alla violenza dell'essere umano sul suo simile, in ogni forma.


Questo sonetto farà parte del disco 996 vol.1



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