Performed by: La Banda De Piazza Montanara (unplugged)
Er caffettiere fisolofo (1)
L’ommini de sto Monno sò ll’istesso
che vvaghi (2) de caffè nner mascinino:
c’uno prima, uno doppo, e un antro (3) appresso,
tutti cuanti però vvanno a un distino.
Spesso muteno sito, e ccaccia spesso
er vago grosso er vago piccinino,
e ss’incarzeno (4) tutti in zu l’ingresso
der ferro che li sfraggne in porverino. (5)
E ll’ommini accusí vviveno (6) ar Monno
misticati (7) pe mmano de la sorte
che sse li ggira tutti in tonno in tonno;
e mmovennose (8) oggnuno, o ppiano, o fforte,
senza capillo (9) mai caleno a ffonno
pe ccascà nne la gola de la Morte.
Roma, 22 gennaio 1833
Note autografe del Belli: (1) Filosofo. (2) Vaga. (3) Altro. (4) S’incalzano. (5) Polvere. (6) Vivono. (7) Mescolati. (8) Movendosi. (9) Capirlo.
Una breve ma intensa meditazione sul senso della vita e della morte. Belli, come molti altri geni del genere comico (come Woody Allen per esempio?), era ossessionato dall'idea della morte, tema che compare spessissimo nel canzoniere. In questo sonetto il poeta indossa i panni di un bottegaio di caffetteria, il quale paragona gli esseri umani ai chicchi di caffè nel macinino, che vorticano caoticamente e senza regola alcuna, spingendosi e schiacciandosi a vicenda, per poi finire tutti, nel giro di attimo, sbriciolati e ridotti in polvere.
Questo sonetto farà parte del disco 996 vol.1

0 commenti:
Posta un commento