Er ventre de vacca (1)
’Na setta de garganti (2) che rrameggia (3)
e vvò ttutto pe fforza e cco li stilli:
un Papa maganzese (4) che stangheggia, (5)
promettènnosce (6) tordi e cce dà ggrilli.
’N’armata de todeschi che ttraccheggia
e cce vò un occhio a ccarzalli e vvestilli: (7)
un diluvio de frati che scorreggia
e intontissce (8) er Ziggnore co li strilli.
Preti cocciuti ppiú dde tartaruche:
edittoni da facce (9) un focaraccio:
spropositi ppiù ggrossi che ffiluche:
li cuadrini serrati a ccatenaccio:
furti, castell’in aria e ffanfaluche:
eccheve (10) a Rroma una commedia a bbraccio. (11)
Roma, 13 gennaio 1833
Note autografe del Belli: (1) Essere in un ventre di vacca: trovarsi in lieta e comoda vita. (2) Bravi. (3) Delira. (4) Di mala fede: dai noti di Maganza. (5) Stangheggiare: andar sottile nel mantener grosse promesse. (6) Promettendoci. (7) Calzarli e vestirli. (8) Instupidisce. (9) Farci. (10) Eccovi. (11) Improvvisata.
La commedia a braccio di cui si parla in questo sonetto è quella che veniva messa in scena tutti i giorni nella Roma "stalla e chiavica der monno" dell'epoca Belliana. Una tragicommedia fatta di corruzione, parassitismo, prepotenza, arroganza, degradazione morale, politica e culturale che lascia sgomento e rassegnato il commentatore.
Questo sonetto farà parte del disco 996 vol.1

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